STORIA / MILITARE

LA VIA DEL SALE

Sergio Padovan

Brossura

Pag. 118 - cm. 13,3x20,5

ISBN: 978-88-98996-23-0

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

 € 12,00  (ESAURITO)

 “La guerra ha il potere di ridisegnare le persone, di renderle molto diffidenti verso tutto e tutti, ma nelle protagoniste ha consolidato l’amicizia”.

Le imprese cavalleresche di Messer Götz von Berlichingen Mano di Ferro

A cura di Ernesto Zucconi

Brossura

Pag. 132 - cm. 17x26

ISBN: 978-88-98996-20-9

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

 € 20,00 

 Memorie di Messer Götz von Berlichingen detto mano di ferro ardito e prode cavaliere dell’Impero al tempo degli imperatori Massimiliano I e Carlo V, in cui sono descritte tutte le diffidations affrontate fin dalla giovinezza e tutte le sue azioni di guerra; la parte avuta, suo malgrado, nella guerra dei contadini, nell’anno 1525; e infine alcune altre imprese di questo cavaliere, al di là delle diffidations e delle azioni di guerra; tutte descritte da lui in assoluta sincerità, contemporaneamente al racconto delle sue sventure.

IL MARTIRIO DEL KOSOVO

Nikola Mirković

Prefazione a cura di Jean-Louis Tremblais

Brossura

Pag. 196 - cm. 13,3x21,4

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

ISBN 978-88-98996-17-9

 € 20,00 

Il Kosovo, cuore storico della Serbia, le è stato strappato via.

 A seguito di un’immigrazione selvaggia, gli autoctoni sono stati invasi dagli Albanesi (rappresentavano il 2% della popolazione del Kosovo nel XV° secolo, ora sono la maggioranza, col 90%). Costoro hanno proclamato l’indipendenza di questa regione: così, nel cuore dell’Europa, una minoranza cristiana è vittima di una vera epurazione etnica e questo, su un territorio che storicamente le appartiene (cosa che potrebbe rappresentare un precedente, nonché un sinistro presagio). 

Questo libro è una pagina malinconica della recentissima storia dell’Europa, in cui i Serbi, abbandonati da tutti, sono stati bom-bardati dalle forze della NATO, che ha approfittato di un’opinione pubblica mondiale anestetizzata e manipolata. 

Che cosa è diventato il Kosovo sotto l’occupazione dalla NATO, una volta finita la guerra?

Chi sono questi indipendentisti kosovari, nuovi amici dell’Occidente?

Qual era l’interesse degli Americani nel provocare e sostenere questa secessione?

Come siamo arrivati a tutto questo?

Risposte che riordinano le idee e che non violano la verità.

SPEZZANDO LE CATENE

 La Divisione Ucraina delle Waffen SS 

Carlos Caballero Jurado

Brossura

Pag. 330 - cm. 13,3x21,4

ISBN: 978-88-98996-16-2

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

 € 28,00 

Allo sforzo bellico tedesco sul fronte dell’Est non corrispose, come sottolinea e ben documenta l’Autore, la volontà di far partecipare i popoli via via incontrati alla comune lotta in nome della libertà dallo stalinismo, garantendo loro una concreta autonomia. Eclatante esempio è rappresentato dall’Ucraina, che sarebbe potuta divenire, grazie alle enormi risorse demografiche ed economiche e, non da ultimo, fieramente nazionalistiche e patriottiche, un vero e proprio faro per tale obiettivo.

Qualcosa si fece, è vero, ma troppo poco e troppo tardi. Tant’è che Mosca poté sfruttare a pieno titolo, secondo l’accorta terminologia della propaganda marxista, a sua volta il motto della “guerra patriottica” per la difesa dagli invasori, nonostante che i tedeschi pubblicassero ripetutamente, su giornali e periodici dell’Asse, articoli e foto scattate dai corrispondenti di guerra, al fine di dimostrare la buona accoglienza riservata alle armate della Wehrmacht dai civili dell’Est, grati oltretutto per l’immediato ripristino della libertà di culto.

Un’alleanza germanico-ucraina sarebbe servita ad indebolire i nemici storici della Germania: Polonia e Russia. Il generale Erich von Ludendorff si era dichiarato assai favorevole all’idea di un’asse Berlino-Kiev. Lo stesso Alfred Rosenberg, il teorico dello NSDAP, già nel 1927 aveva pensato che “Un’alleanza fra Berlino e Kiev e la creazione di una frontiera comune si imponevano come necessità”. Ed egli restò sino all’ultimo fedele a questa tesi, mantenendo rapporti con l’esiliato leader Skoropadsky, contrariamente a Hitler che già nel “Mein Kampf” considerava i territori dell’Est parte del Lebensraum, e quindi da sottoporre all’egemonia tedesca.

Per l’incarico di Commissario del Reich in Ucraina, Rosenberg sperava in un rappresentante tedesco filo-ucraino; invece, a complicar le cose e a peggiorarle fu imposto, il 17 luglio 1941, quell’Erich Koch che contava sull’appoggio di Bormann e Goering, i quali vedevano semplicemente lo sfruttamento delle fertili terre ucraine, non curandosi di quell’indipendenza che avrebbe promosso una leale e fattiva collaborazione, sicuramente giovevole ad entrambi i popoli.

Dopo ripetute prove negative, il 15 maggio 1943 Rosenberg chiedeva a Hitler di destituire Koch, affermando: “Lo considero personalmente e ufficialmente incapace di rappresentare il Reich all’est”. Von Schirach, già capo della Gioventù hitleriana e all’epoca Gauleiter di Vienna, si univa a Rosenberg dichiarando che “un’Ucraina libera ed autonoma sarebbe servita al Reich più di un’Ucraina diretta dal signor Koch”. E anche Goebbels era d’accordo con loro. Ma non se ne fece nulla.

Nonostante il potente flusso di volontari ucraini che premevano per combattere nelle file dell’esercito tedesco, la “Galizien”, 14ª divisione Waffen SS nata dall’apporto dell’O.U.N. (Organizzazione Nazionalista Ucraina) e addestrata in Germania, fu pronta per il fronte solo nel maggio del ’44, mentre gli Alleati stavano per entrare in Roma e sbarcare in Normandia; e così avvenne, ad esempio, per la 30ª Waffen SS (“Weissruthenien”), formata nell’estate del 1944.

Quanto sopra viene magistralmente sviluppato dall’Autore attraverso una narrazione scorrevole e avvincente che, corredata con foto e illustrazioni sulle divise, offre al cultore di storia e all’appassionato di uniformi un importante, esauriente tassello.

Ernesto Zucconi

LUCE SULLA STORIA

Carlo Viale - Pier Giulio Oddone

Brossura

Pag. 66 - cm. 13,3x21,4

ISBN: 978-88-98996-14-8

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

 € 10,00 

L’ULTIMA CURVA

 29-5-1985 “Z” 

Nereo Ferlat

Brossura

Pag. 150 con immagini in bianco/nero e colori   

cm. 13,3x21,4

ISBN: 978-88-98996-13-1

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

 € 16,00 

 

SONO un sopravvissuto della curva Z. Io la “signora in nero” l’ho toccata con mano e mentre avevo ormai salutato mentalmente i miei cari e la vita, trovandomi schiacciato tra migliaia di persone che cercavano di sfuggire alla morte, un’ennesima spinta mi ha proiettato verso l’alto, non so neanch’io come (le immagini televisive lo testimoniano), passando sopra inermi tifosi caduti, calpestati e urlanti dolore o già morti, mi sono ritrovato in campo sano e salvo!

Questo, perciò, è un debito di coscienza io mi auguro, con questo memoriale-verità, di poter nel mio piccolo, contribuire affinché queste vittime, con il loro sacrificio, non siano morte invano, ma siano state le ultime di questa pseudo-società che rifiuta di vedere e di capire anche davanti all’evidenza.

Nereo Ferlat

 

ATRENT’ANNI di distanza da quel fatidico evento, la perseveranza da parte di migliaia di tifosi juventini che hanno passato il timone del ricordo alle generazioni a venire, fa sì che i 39 Angeli dell’Heysel siano al nostro fianco.

Nessuna persona è veramente morta se non muore nel cuore di chi resta, e se è un cuore grande come quello di Nereo e dei tanti che ne tramandano perseveranti la memoria, i Martiri dell’Heysel rimarranno con noi. Per sempre.

Beppe Franzo

L’’Ombra

Gabriella Chioma 

Brossura

Pag. 188 - cm. 13,3x21,4

ISBN 978-88-98996-11-7

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

 € 18,00 

La quotidianità di Leyla viene turbata dall’irruzione di inquietanti avvenimenti legati alla misteriosa morte di una sconosciuta. Entra così in contatto con gli aspetti oscuri della sua città, rimanendo coinvolta in una pericolosa avventura spirituale.

Ghost Story, giallo esoterico o romanzo di formazione?

Le chiavi di lettura possono essere molte e ciascuno potrà trovare quella più congeniale alla propria sensibilità. Il problema, poi, se questa sia una storia vera o soltanto finzione rimane secondario alla constatazione di come nessuna storia immaginaria lo sia veramente e di come mai completamente vera sia una storia vissuta.

http://www.atuttadestra.net/index.php/archives/297338

L’ULTIMA FRONTIERA DELL’ONORE

 Fiamme Bianche al fronte 

IX Compagnia Autonoma Cacciatori di carri Divisione “ETNA” GNR

Michele Giusto

Nuova Edizione Brossurata

Pag. 160 con 81 tra foto b/n e riproduzioni di documenti d'epoca

cm. 13,3x21,4

ISBN 978-88-98996-12-4

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

                                              € 15,00 

L’ASSE NEL PENSIERO DEI DUE POPOLI

 1938 - Visita di Hitler in Italia 

a cura di Ernesto Zucconi

Brossura

Pag. 332 con molte immagini in bianco e nero   

cm. 21x29,7

 ISBN: 978-88-98996-09-4

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

 € 35,00 

Il 1938 è un anno denso di avvenimenti: tra essi assume rilevanza particolare il viaggio in Italia di Hitler il quale, ricambiando la visita di Mussolini dell’anno precedente in Germania, consolida il legame fra i due Paesi definendo una volta di più l’alleanza in vista dell’ineludibile conflitto armato che, iniziatosi nel settembre 1939 in Europa, sarà destinato ad ingigantirsi fino a divenir mondiale per l’ingresso in campo, come nella Prima guerra, degli Stati Uniti (1941).

La riedizione proposta dalla NovAntico del bellissimo volume compilato in occasione della venuta del Führer nel nostro Paese, offre, attraverso le immagini e i testi redatti da personalità tra le più alte della politica e della cultura del tempo, una preziosa documentazione su quel particolare momento storico.

LA RIVISTA DEL BOTTINO

Guido Allasia

Brossura

Pag. 176 - cm. 13,3x21,4

ISBN: 978-88-98996-10-0

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

 € 20,00 

La Rivista del Bottino è un libro originale fin dal titolo che ricorda il termine coniato nel gergo militare (la famosa naja) per definire l’inventario della propria vestizione. Materiale questo, di cui ogni soldato risponde sempre e direttamente ai propri superiori. Un libro che descrive i fatti storici che accadono intorno al protagonista in modo ironico e umoristico, ma comunque denso di emozioni e mai carico di quella tristezza che spesso, purtroppo, caratterizza molte memorie storiche. Un genere guareschiano scritto da Guido Allasia, volontario universitario triestino che nel 1941 decise di diventare un artigliere da montagna. Sarà proprio nei ranghi delle truppe alpine dislocate nei Balcani che Guido avrà il suo battesimo del fuoco mentre combatte i partigiani comunisti al fianco dei nazionalisti montenegrini di Pavle Duriši. Conclusa la Campagna in Montenegro, Guido attraverserà l’Albania per andare a combattere gli Andartes greci in Tessaglia. Combattimenti questi che lo vedranno impegnato fino alla capitolazione generale dell’8 Settembre. Con la nascita della RSI, Guido si offrirà volontario e con la Divisione “Monterosa” parteciperà all’Operazione Wintergewitter che fece ripiegare, in Garfagnana, la 92ª Divisione americana “Buffalo” e la Força Expedicionária Brasileira. A guerra finita fu internato nel campo di concentramento di Coltano.

Un libro questo, ricco pertanto di fatti storici basati sull’esperienza di un reduce del fronte arricchito da fotografie e disegni assolutamente originali.

https://www.youtube.com/watch?v=PclN6sNFPuM

Note su Giovanni Gentile

 In memoria di Giano Accame 

Piero Vassallo 

Brossura

Pag. 176 - cm. 13,3x21,4

ISBN 978-88-98996-08-7

Pubblicato nel 2015 da NovAntico

 € 10,00 

Un saggio, questo di Piero Vassallo, che ha il pregio di offrire una innovativa e articolata analisi del pensiero gentiliano. Esso vede la luce nel 70° della scomparsa del grande filosofo ed è dedicato alla memoria del giornalista e scrittore Giano Accame il quale, nel suo volume uscito postumo “La morte dei fascisti”, riservò ampio spazio proprio a Giovanni Gentile la cui statura intellettuale e morale, in questo lunghissimo dopoguerra, si è tentato invano di oscurare.

Basterebbe la sua ultima fatica, “Genesi e struttura della società”, realizzata fra l’agosto e i primi giorni del settembre 1943 a sollievo – si legge in prefazione – dell’animo in giorni angosciosi per ogni Italiano e per adempiere un dovere civile, poiché altro non ne vedevo innanzi a me pensando a quella Italia futura per cui ho lavorato tutta la vita, a illuminarne la figura con la sua fede nella realizzazione di una società dove il contadino come l’artista, l’artigiano come il letterato, attraverso il lavoro si elevi dal mondo della materia al regno dello spirito: “Bisognava che pensatori e scienziati e artisti si abbracciassero coi lavoratori in questa coscienza della umana universale dignità”.

 

ACQUA TERRA E CIELO

 Libera conversazione con Don Romualdo Baldissera 

Emilio Del Bel Belluz

Brossura

Pag. 342 - cm. 13,3x20,5

Pubblicato nel 2014 da NovAntico

 € 18,00 

 

Qualcuno ha detto: 

“La felicità è conoscere i propri limiti ed amarli”. È vero fino ad un certo punto. 

Se la felicità è affermata dalle facili sentenze vuol dire accontentarsi della piccola sorte, va bene. Ma non bisogna assolutamente amare questi limiti come ci appaiono. “Non c’è destino” scriveva Cesare Pavese, ma soltanto dei limiti. 

La sorte peggiore è subirli. Bisogna invece rinunciare. La vera felicità sta in una continua espansione dell’anima. Bisogna allargare i propri limiti dell’amore e del dolore. Non si ama mai abbastanza. 

Non si soffre mai troppo. Felicità non è fare ciò che si ama, ma amare ciò che si fa. Le più belle e dolci ore della nostra vita sono quelle in cui siamo felici senza sapere di esserlo. Solo amando al di là delle nostre forze conquistiamo la saggezza. Solo soffrendo oltre le nostre possibilità superiamo il destino. Se tutti amassimo meglio e soffrissimo di più; se tutti portassimo un peso maggiore di quello che ammettiamo di poter sostenere, la vita avrebbe presto più rose che spine e il mondo diventerebbe un giardino. 

Ma bisogna che l’amore impari a servire, il dolore a cantare”. Questa bella pagina l’ho letta nella rivista “La vita è un palcoscenico”di Leonardo Sapienza.

ITALIANI SUL RING: I CAMPIONI

Pietro Anselmi - Flavio Dell’Amore

Prefazione di Emilio Del Bel Belluz

Brossura

Pag. 424 - cm. 13,3x20,5

ISBN 978-88-98996-06-3

Pubblicato nel 2014 da NovAntico

  € 25,00 

“Leggere questo libro mi ha fatto tornare indietro nel tempo, quando ero ragazzo. Quando, circondato dalle riviste di boxe, desideravo sfogliare un libro che raccontasse la vita di tutti i miei miti. Cercai allora inutilmente nella librerie un volume che raccogliesse le gesta dei campioni italiani, così come il loro percorso sportivo e i tempi delle loro imprese. Un libro che, oggi, con ‘Italiani sul ring: i Campioni’ finalmente ho trovato”.

Emilio Del Bel Belluz

la capitale del tempo

Sandro Giovannini

Brossura

Pag. 176 - cm. 13,3x21,4

ISBN 978-88-98996-05-6

Pubblicato nel 2014 da NovAntico

 € 18,00  

... a tre anni vissuti nella nostra storia recente

corrisponde un’ attualità infinita.

La vita è ora, l’istante, al centro del tempo.

Un romanzo appassionato e lucido,

basato su fatti reali,

che restituisce con forza ciò che non è mai

il passato ...

HOLLYWOOD!

 Una storia in immagini 

Ernesto Zucconi   Brossura Pag. 218 con moltissime illust. in bianco e nero e a colori  cm. 21x29,7 Pubblicato nel 2014 da NovAntico
   € 19,00  (ESAURITO)

VASSALLIBUS

 Viaggio al termine del giorno 

Giuseppe Vassalli

Brossura

Pag. 306 - cm 13,3x20,5

ISBN 978-88-98996-04-9

Pubblicato nel 2014 da NovAntico

 € 22,00  (ESAURITO)

Vassallibus è una biografia insolita. Il suo sensibile autore dipinge un’epica, più che un epoca. Un’epica particolare che egli ha vissuto, ricca di avvenimenti politici e storici che hanno lasciato un’impronta indelebile nel suo profondo «io cosciente». La dipinge come un quadro impressionista: allontanandoci un po’ e socchiudendo gli occhi, esso ci rivelerà la realtà nella sua essenza.

Attraverso queste pagine si avverte un bisogno celato, da parte di chi scrive, non solo di rivivere il passato, ma anche di approfondire l’evoluzione di periodi che, vertiginosamente, sotto la spinta del progresso tecnico e scientifico, hanno modificato tutto un sistema di vita. Vi si percepisce la nostalgia romantica per un’autenticità umana perduta. Apertis verbis, Vassalli si trova ad analizzare le origini di un popolo ormai disperso, che attraverso i secoli riuscirà a riconquistare la dignità di Nazione europea. Quello del 1919-1945 è stato infatti un lampo di gloria esaltante che i giovani di quel tempo hanno vissuto con adesione entusiasta e orgogliosa: era finita l’epoca dell’umiliazione, non esisteva più un popolo servile senza patria. Purtroppo, però, l’Europa sarà sconvolta da una terribile guerra che porterà distruzione, odio e fango, in cui annaspa tutt’oggi. 

L’autore affronterà tutti questi ricordi esaminando a fondo, con occhio riflessivo, le cause politiche e diplomatiche che non potranno essere eliminate da false affermazioni di parte. Il tempo renderà giustizia e tutto tornerà alla luce: omnia munda mundis, tutto è puro per i puri.

L’autore inoltre puntualizza la nascita legale e giuridica della Rsi (Repubblica sociale italiana), alma mater, citando de iure articoli del diritto, per cui sarà riconosciuta Stato a tutti gli effetti da tutti le altre Nazioni straniere, alleate e non.

Nella valutazione del periodo dopoguerra, il lettore viene coinvolto in alte riflessioni politiche, sociali e filosofiche, attraverso le quali può constatare l’affermarsi di nuove realtà sociali sostenute da intellettuali della scuola di Francoforte, come Horckeimer, Marcuse e Adorno. Secondo l’autore, profondo pensatore, questa nuova rivoluzione sociale non darà origine a un partito, ma a una «ideologia superiore» che procurerà all’uomo quell’evoluta dignità, scaturita da una civiltà culturale antica ma sempre di attualità.

Onus est honos qui sustinet rem publicam, l’onore che regge lo Stato è la stima (del suo popolo). Concludendo, il Vassalli vuol dimostrare che il fine dell’uomo è raggiungere, attraverso la ragione, la serenità di vivere in comunità, pur mantenendo sempre la propria individualità spirituale; la quale, come afferma Hegel, è basata su tre verità: nella religione cristiana sul sublime; nella religione greca sulla bellezza; nella religione romana sulla finalità.

Cito fit quod dii volunt. Sempre avviene ciò che gli dei vogliono.

 Aurora Paccani

 

 

 

MUSSOLINI ALLA VIGILIA DELLA SUA MORTE E L’EUROPA

Pierre Pascal

a cura di Federico Prizzi

Brossura

Pag. 176 - cm. 13,3x21,4

ISBN 978-88-98996-03-2

Pubblicato nel 2014 da NovAntico

 € 20,00 

La caratteristica principale del Mussolini alla vigilia della sua morte e l’Europa non è solo quella di rappresentare il testamento spirituale del condottiero italiano a poco più di venti giorni dalla sua tragica fine. Bensì, di essere un libro scritto da Pierre Pascal, uno dei più grandi poeti francesi del ‘900 che visse e lavorò per quarantacinque anni in Italia.

Yamatologo, iranista, scrittore, traduttore, editore e soldato, conoscitore di molte lingue antiche e moderne, Pascal ebbe una vita letteraria e umana intensissima. Unico occidentale ad avere l’onore di essere ammesso dell’Accademia Imperiale della Foresta dei Pennelli e di essere considerato al pari degli eroi giapponesi dall’Imperatore Hirohito, lavorò anche per l’Ambasciata iraniana presso la Santa Sede ai tempi dello Scià.

Discepolo di Charles Maurras, amico di d’Annunzio, Mishima, Henry de Montherlant, Guenon ed Evola, fu volontario in Spagna con i franchisti, in Marocco con i legionari contro i ribelli del Rif e nell’ultimo conflitto mondiale con i francesi di Vichy, tanto da seguirne persino le sorti nel castello di Sigmaringen.

Intellettuale cattolico e profondo conoscitore dell’esegesi cristiana incontrò più volte Padre Pio, ma si dedicò anche allo studio delle Scienze Tradizionali grazie a maestri del calibro di Alex Carrel, Armand Barbault e Raymond Abellio. 

Curato da Federico Prizzi, questo libro rappresenta un vero e proprio “viaggio letterario” nell’opera pascaliana che ha visto pure la partecipazione di firme prestigiose del calibro di Sandro Giovannini, Gabriella Chioma, Renato Del Ponte e Silvano Panunzio che, con i loro studi inediti, presentano al lettore un quadro completo della vita letteraria del grande poeta francese.

IN CIELO L’INFERNO

Mario Montano

Brossura

Pag. 200 - cm. 13,3x21,4

Pubblicato nel 2014 da NovAntico

 € 20,00 

Sono ormai un vecchio di 87 anni, ex pilota di quello che fu il mitico e famoso 1° Gruppo Caccia T. “Asso di bastoni” negli anni 1943-45 al comando del Magg. pil. Adriano Visconti, un vero grande Asso dell’aria sia nel periodo di Campoformido che in quello di R. Emilia.

Molteplici sono i motivi, che mi hanno portato alla stesura del presente libro.

La prima volta quando ho scritto il libro “Aquile nella bufera” la motivazione era il desiderio di fare che un certo periodo della guerra non venisse dimenticato ma ricordato con il sacrificio disinteressato di tanti giovani piloti per la Patria.

Il secondo motivo consisteva nel voler mettere a disposizione di molti italiani un modesto testo che consentisse la vera storia di quegli ultimi anni di guerra.

Il terzo motivo era quello di realizzare un libro che potesse dare a chiunque lo desiderasse magari per semplice curiosità un punto di partenza per ulteriori studi di approfondimento.

Buona parte dei miei ricordi che ho voluto trascrivere nel timore che possano perdersi con il passare del tempo, sono le ultime avventure di guerra (1943-45) di cui molto poco é stato scritto da quei pochi piloti sopravvissuti ma che lentamente ormai sono passati a miglior vita, con tutti i loro preziosi ricordi tenuti celati forse per l’innata timidezza che caratterizza il pilota, mentre é dilagata e a tutt’oggi dilaga, tutto ciò che riguarda la “lotta partigiana” premiandoli come vincitori di una guerra fatta da altri!

Con il mio primo libro ho voluto iniziare la mia lotta contro l’ottusità e la smemoratezza della nostra Italia, per noi matrigna che in tanti anni non ha mai fatto sapere quello che nolente o volente è un periodo storico inserito nella storia Italiana...

Con tutti i miei scritti ho voluto ricordare i protagonisti rievocandone le loro gesta eroiche, spesso vittoriose, ma contro forze soverchianti, ma mai inferiori in coraggio e abilitá agli avversari, il coraggio e l’ardimento non furono inferiori se non numericamente, per cui la forza e la ricchezza ebbero la supremazia!

Chi avrà la pazienza di leggere tutti questi miei ricordi, scorrendo le pagine potrà notare che fra i tanti piloti appartenenti al 1° Gruppo, al 2° e al 3° molti caddero nei numerosi combattimenti. Io purtroppo sono riuscito a ricordarne una minima parte di più non mi è stato possibile fare anche se nella mia mente e nel cuore sfilano tutti in formazione perfetta.

Voglia il lettore scusarmi se questi ricordi un poco spezzati a mozziconi non hanno citato tutti coloro che meritavano, spero solo di avere riportato alla luce come farebbe un’archeologo la loro storia sommersa nel buio dell’oblio e nella polvere di un tempo passato ormai troppo lontano!

NEL NOME DEL PADRE NEL NOME DELL’ONORE

Emilio Del Bel Belluz

Brossura

Pag. 306 - cm. 13,3x20,5

Pubblicato nel 2013 da NovAntico

 € 12,00 

Dalla prefazione del curatore:

“ ‘Nel nome del padre, nel nome dell’onore’: uno scrigno che nasconde al suo interno un piccolo, grande tesoro. Un tesoro da scoprire, pagina per pagina, con la gioiosa spontaneità di un bambino, ed allo stesso tempo con la matura e salda consapevolezza di un uomo. Disillusione sì, ma non disperazione, dinnanzi al mondo che ci circonda: tutto è possibile, quando si abbia come meta il tentativo serio e determinato di forgiare sé stessi ed il proprio carattere, riconnettendosi in qualche modo al circuito mai interrotto, seppure temporaneamente occultatosi, della Tradizione. (…) Questo libro, nella sua semplice essenzialità, aiuta a ridisegnare alcuni tratti di un mondo che purtroppo non c’è più ma che, in un futuro al momento indefinibile, potrà tornare”.

Paolo Gismondi

80 VOGLIA DI CURVA FILADELFIA

Beppe Franzo

Brossura

Pag. 346 con oltre 900 immagini a colori e in bianco e nero   

cm. 21x29,7 con DVD

ISBN: 978-88-98996-24-7

Pubblicato nel 2013 da NovAntico

€ 45,00  

Dieci anni vissuti sulle gradinate di una curva, seppure siano volati, sono lunghi e difficili da raccontare.  Gli anni Ottanta rappresentano per il mondo ultras l’apertura verso una nuova dimensione del tifo: provocatoria, estrema, nuova. Noi che abbiamo vissuto quel contesto siamo consci di essere testimoni di un fenomeno con storie fino a ora mai raccontate e non più ripetibili. La scena di quegli anni è popolata di giovani che affollano le gradinate per dar vita ai nuovi ‘ragazzi di stadio’ che, rispetto alla generazione del decennio precedente, trovano oltre alla politica, nuove forme d’aggregazione. Dal racconto emerge uno spaccato dell’evolversi della cultura giovanile degli anni ’80, un universo sotterraneo di vicende vissute a volte in maniera disarticolata e violenta (...)

 Non siamo né eroi né reduci di gloriose battaglie ma persone che hanno saputo vivere con intensità la giovinezza. Per molti di noi che provenivano dalle periferie delle città dove tutto era grigio e tetro, la passione delle gradinate, l’enfasi della balconata, la fratellanza e il senso d’appartenenza, l’amore per quei colori unici, ha spezzato il torpore dell’esistenza dando gioia al vivere.

Il ricordo di quegli anni sia seme per le generazioni a venire, la passionalità della nostra fede incentivo per la Curva Sud.

...come vacuità e destino

Sandro Giovannini

Brossura

Pag. 400 - cm. 13,3x21,4

ISBN: 978-88-98996-02-5

Pubblicato nel 2013 da NovAntico

 € 24,00 

Con questo nuovo libro di saggi letterari e metapolitici Sandro Giovannini prolunga la ricerca già iniziata con “L’armonioso fine”, edito nel 2005 dalla SEB, e segue lo stesso schema suddiviso in una parte storicamente ed evocatoriamente organica (Memoria), in una strettamente e dialetticamente legata ai testi (Confronto), ed in una terza più aperta alle sollecitazioni ed alle utopie del nostro tempo (Speranza). Sono una cinquantina di saggi, alcuni strettamente articolati altri fortemente sintetici, ma tutti governati da un metodo convintamente fenomenologico, ove la vocazione tradizionale si dispone dialogicamente sui testi e gli eventi.

LA RELIGIONE DEI CELTI

Georges Dottin

a cura di Carlo Bonfanti

Brossura

Pag. 90 - cm. 13,3x21,4

ISBN: 978-88-98996-55-1

Pubblicato nel 2013 da NovAntico

 € 12,00 

Chi vuole conoscere o approfondire seriamente la Civilizzazione celtica non può prescindere da quegli autori che intrapresero le loro ricerche con amore ed onestà intellettuale, attenendosi scrupolosamente a dati oggettivi.

A tale schiera di ricercatori appartenne a pieno titolo il linguista francese Georges Dottin, nato a Liancourt il 29 ottobre 1863 in una famiglia di origine irlandese.

Senza dubbio, l’eredità lasciataci dalla Civilizzazione celtica, insieme alla greca, la romana e la germanica è una delle chiavi di volta del maestoso edificio della civiltà europea.

Ed è grazie a studiosi come Dottin che è possibile accostarsi a questo importante periodo della civiltà europea, confidando nel rigore della ricerca e nella serietà dell’approccio alla materia, che rifugge dalla tentazione di svelare l’aura di mistero che la circonda ricorrendo alla fantasia o prendendo pericolose scorciatoie.

IL TATUAGGIO

Prof. A. De Blasio

Prefazione e Postfazione Beppe Franzo

Brossura

Pag. 224 - cm. 13,3x21,4

Pubblicato nel 2013 da NovAntico

 € 18,00

Il tatuaggio e la scarificazione, modificazioni permanenti dell’epidermide umana diffuse presso le civiltà tradizionali e tramandatesi fino ai giorni nostri, hanno profonda analogia col mondo dei simboli. L’universo simbolico assume una forte valenza magica e apotropaica, profondamente unito alle virtù del valore delle attività legate al sangue...

TABULA RASA

 Rassegna critica di vita contemporanea 1956 

Prefazione di S. Pessot

Brossura

Pag. 292 - cm 21x29,7

Pubblicato nel 2013 da NovAntico

€ 30.00

Questa rivista sorge con un atteggiamento volutamente antipropagandistico. Ciò non significa ch’essa intenda dedicarsi al disfattismo od alla demolizione di determinati motivi retorici. 

È antipropagandistica perchè ritiene indispensabile che accanto ai megafoni dell’ottimismo ad oltranza, delle parole d’ordine elementarizzate e apodittiche, delle tesi politiche valide per 48 ore, ci sìa luogo e momento per la riflessione, per l’esame dei dubbi, per le correzioni di rotta e per la elaborazione di disegni politici di più lunga portata. 

La logica del suffragio universale lega tutti, anche quelli che non ci credono, ad una artificiosa ostentazione di sicurezza, al terrore dello scandalo in casa propria, soffocato col prezzo di inaudite sopportazioni; e anche se non obbliga in ogni caso a dire le bugie, costringe tuttavia ad una esposizione di verità parziali e dalle gambe corte. L’uomo politico d’oggigiorno non manca ai suoi doveri di responsabilità e di onestà riferendo nei comizi qualche inesattezza fatta apposta per impressionare la fantasia dell’uditorio; vi manca però, e cade in peccato mortale, quando, narcisisticamente innamorato delle parole che si versa addosso, finisce per pigliarle sul serio. 

Il dolo autentico è quello che si esercita verso se stessi, abdicando alla funzione storica di cui si è investiti per sposare i temi della propaganda, o della polemica spicciola, in cui va persa ogni realistica visione d’assieme. 

Questo dolo nei confronti della patria, dell’idea, dei camerati della base, l’abbiamo commesso anche noi, non intenzionalmente, dando per troppi anni al nostro comportamento l’abito convinto della disciplina e dell’applauso anche quando le responsabilità affidateci e la fiducia in noi riposta ci avrebbe dovuto impegnare ad alzarci con chiara parola di dissenso. Quando poi qualcheduno fra noi si decise a parlare lo fece con sentimento esacerbato da lunga compressione, eccedendo nei modi della protesta col furore di una delusione in parte non giustificata, perchè le illusioni ce le eravamo fatte noi stessi attraverso una immatura valutazione di uomini e circostanze. Rimproverammo ai nostri massimi esponenti di non essersi comportati nella misura delle nostre speranze, per non aver capito che non è possibile esprimere originalmente lo spirito dei tempi e fare la storia senza avere la stoffa dell’uomo rappresentativo. [...] 

Giano Accame marzo 1956

IL CINEMA TEDESCO NEL TERZO REICH

 LENI RIEFENSTAHL 

Sonia MicheIacci

 Brossura

Pag. 316 con oltre cinquecento illustrazioni in bianco e nero e la riproduzione anastatica del libro: HINTER DEN KULISSEN DES REICHSPARTEITAG - FILMS

cm. 21x29,7

ISBN 978-88-98996-01-8

Pubblicato nel 2013 da NovAntico

                                              € 35,00

C’era un volta una bambina che sognava di diventare ballerina, una ballerina che voleva diventare attrice, una attrice che si innamorò della regia e infine  una regista che incontrò il Führer e diventò la migliore. Così potremmo riassumere la storia di Leni Riefenstahl,  “La più grande regista mai esistita” come è stata definita da Quentin Tarantino in una intervista rilasciata al Der Spiegel nel 2009. Il destino  ha voluto che Adolf Hitler si innamorasse della sua “danza sul mare” in La Montagna dell’Amore, e che  la sua strada si incrociasse con quella  del Nazionalsocialismo: questo ha rappresentato per le coscienze democratiche un problema  tale che per molti anni, nel dopoguerra, Leni Riefenstahl è stata relegata all’oblio. Non importava quanto fosse grande il suo genio artistico, occorreva dimenticare la  regista di Hitler. Per anni è  stata sottoposta a processi di denazificazione e ad umiliazioni di ogni tipo, ma Leni Riefenstahl non ha mai rinnegato la sua fascinazione per il Führer: una fedeltà che non le è mai stata perdonata. Nonostante ciò alla fine, si è dovuto riconoscere che  la sua arte filmica ha rappresentato “un sfida intellettuale” che nessuno è mai riuscito ad eguagliare: come Massimiliano Studer ha osservato “Olympia e Triumph des Willens rappresentano in pieno tutta l’estetica del Novecento tanto da essere, ancora oggi, utilizzati e citati da molti registi”. Non possiamo che essere d’accordo con Gianni Rondolino quando dice che “Leni Riefenstahl fa parte integrante della cultura del Novecento”.

IL CINEMA TEDESCO NEL TERZO REICH

 Da Weimar agli anni di Göbbels 

Ernesto Zucconi

Brossura
Pag. 316 con oltre novecento illust. in bianco e nero e la riproduzione di due album di figurine di attori tutte a colori
cm. 21x29,7

ISBN 978-88-98996-00-1

Pubblicato nel 2013 da NovAntico
 
                                              € 40,00 
 
Il cinema del Terzo Reich è dominato dalla figura di Joseph Göbbels. Ministro della Propaganda nominato da Hitler appena conquistato il potere, dotato di straordinarie capacità organizzative oltre che di intelligenza acuta e cultura profonda, Göbbels lavorò alacremente riuscendo a risollevare le sorti della languente cinematografia tedesca la quale, dopo gli splendidi anni del muto ed i capolavori del periodo espressionista, sembrava aver perso lo smalto e smarrito quella vena creativa che l’avevano imposta all’attenzione del mondo. Quando il Reichsminister ebbe in pugno le redini dello spettacolo, già consapevole come esperto cinefilo della situazione, si adoperò immediatamente per imporre una svolta soprattutto qualitativa alla settima arte, con fedeltà agli scopi ch’essa avrebbe dovuto raggiungere in senso nazionale.
Nonostante l’abbandono della Germania da parte di valenti registi, sceneggiatori e attori, dapprima per il miraggio di compensi maggiori e fama più vasta, quindi a motivo della normativa antiebraica che colpì anche un gran numero degli addetti ai lavori, intorno al 1938 il cinema del Reich risultava essere l’unico in Europa ad insidiare nuovamente il primato statunitense nel settore, portando una seria concorrenza al colosso hollywoodiano i cui produttori non solo avevano da sempre cercato di accaparrarsi le personalità tedesche più in vista e di maggior talento, ma avevano persino investito nella Germania stessa acquistando sale di proiezione.
Così che Göbbels, nell’imminenza del Festival di Venezia del 1938, poteva annotare con giustificato orgoglio nel proprio diario (domenica 17 luglio):
“Decido i film da presentare alla Biennale: Olympia, Mustergatte [Un marito a modo mio], Urlaub auf Ehrenwort [Sei ore di permesso], Jugend, Fahrendes volk [Nomadi], Yvette, Verwehte Spuren [La peste di Parigi], Spieler [Il giocatore].Con questi titoli possiamo competere con chiunque. Faremo incetta di premi”.
L’entusiasmo del ministro non era fuori luogo: si vedrà che almeno tre dei titoli da lui indicati saranno accolti dalla giuria con speciali consensi. Da persona competente e pratica, egli sapeva di avere in mano delle ottime carte da giocare. E infatti la rassegna veneziana di quell’anno premia con la Coppa Mussolini quale miglior film, ex aequo con Luciano Serra pilota di Goffredo Alessandrini, Olympia di Leni Riefenstahl, mentre Carl Froelich si aggiudica la migliore regìa con Heimat (“Casa paterna”). Medaglia di segnalazione per la regìa a Karl Ritter, nella direzione di Urlaub auf Ehrenwort (“Sei ore di permesso”). Infine, Medaglia di segnalazione per l’interpretazione di Heinz Rühmann nel film Der Mustergatte (“Un marito a modo mio”).
Sullo schermo, assieme ad attrici e attori di solido mestiere e provato spessore attivi sin dai tempi del muto (Hans Albers, Käthe Dorsch, Otto Gebühr, Heinrich George, Werner Krauss, Emil Jannings, Henny Porten, Olga Tschechowa, Paul Wegener…), comparivano le nuove leve dello spettacolo che il pubblico – non soltanto tedesco – aveva subito imparato ad amare: la splendida Lida Baarova (nota in particolare per la tormentata storia d’amore con Göbbels), Hilde Krahl (una delle più giovani, essendo nata nel 1915), Renate Müller, Marika Rökk, Kristina Söderbaum… E a sceneggiatori della tempra di una Thea von Harbou, corrispondeva la garanzia di registi quali il ritrovato George Willhelm Pabst (rientrato in Germania da Hollywood all’inizio della guerra), Josef von Baky, Carl Froelich, Veit Harlan, Wolfgang Liebeneiner (cui si deve la direzione dell’ultimo lavoro, rimasto incompiuto, del Terzo Reich e voluto espressamente da Göbbels: Das Leben geth weiter, “La vita continua”), Leni Riefenstahl, Luis Trenker…
Con questo nostro lavoro ci proponiamo di offrire ad appassionati e cultori della settima arte qualcosa di più d’una panoramica della cinematografia tedesca, partendo da una sintesi della sua storia dalle origini per arrivare agli anni del Terzo Reich, e attraverso una serie di appendici tratte da documentazione coeva, relative a: ristampa della rara pubblicazione italiana risalente al 1943 sul cinema tedesco; articoli tratti dalla rivista Cinema (anni 1936-1943); riproduzione di due tra i migliori album di figurine a colori degli anni Trenta.
900 illustrazioni costituiscono il corredo iconografico dell’opera.

GENS ITALICA

Giuseppe Vassalli

Brossura

Pag. 306 - cm 13,3x20,5

ISBN: 978-88-98996-59-9

Pubblicato nel 2013 da NovAntico

 € 24,00 

In queste pagine si afferma che il nascere e l'affermarsi della potenza di Roma è il risultato del fondersi di vari popoli confinanti con la stessa in un'unica etnia estendentesi, con il divenire delle vicende storiche, in un cerchio dai confini sempre più estesi. La storiografia romana viene così ad essere vista come la storia del popolo italico erede e continuatore dell'originario nucleo romano. L'autore non si limita ad uno scolastico elenco di avvenimenti militari e politici, ma opera una descrizione intima degli stessi, cercando di vedere quanto successo dietro le quinte della storia. Nell'analizzare gli avvenimenti cruciali della storia italica inoltre, memore del fatto che lo studio della storia è sempre revisionista perchè giudica con un pensiero attuale ciò che è accaduto in passato, l'autore si sofferma su diverse considerazioni come quelle espresse a proposito di Silla quando afferma che il potere legislativo è privo di potere quando manca della forza che solo il potere esecutivo può dare e ne consegue che la tripartizione del potere è valida solo attraverso la figura illuminata di un "princeps" che assommi in sé i due poteri legislativi ed esecutivi. In questa chiave di lettura viene letta la vicenda storica di Giulio Cesare, che fu grande uomo di stato e con le sue conquiste e riforme trasformò i vinti in cittadini italici.

PRIGIONIERO DI UNA FEDE

Michele Mangosio

Brossura

Pag. 140 - cm. 13,3x21,4

ISBN 978-88-98996-19-3

Pubblicato nel 2013 da NovAntico

 € 16,00 

Noi ci siamo ancora e ci saremo sempre, anche senza la pezza e con le pezze al culo. Ci saremo per cercare di far capire ai giovani cosa eravamo e cosa rappresentavamo, con la nostra spavalderia, la nostra rabbia e anche le nostre contraddizioni. La curva: l’unico vero movimento di aggregazione giovanile degli ultimi sessant’anni, al cui interno tutte le classi sociali si sono mischiate.

Mi rivolgo ai giovani: Ascoltateci! Abbiamo tanto da raccontare e forse anche qualcosa da insegnare. Ritornate a cavalcare le transenne, radunate i vostri coetanei e invogliateli alla logica del gruppo e ai suoi valori! La logica di quell’esperienza di sintetizzava nel motto: Fare gruppo.  Se camminerete lungo questa strada, vivrete un sogno, come i vostri padri. Un anno un giornalista venne nel settore dei Liguria per fare delle interviste. Alla precisa domanda: ‘Come ti senti nel tuo gruppo, in mezzo alla tua curva?’, il grande Paolo urlò senza esitazioni: ‘Diglielo Cè! È come vivere una favola!’.
Ecco i nostri anni!
Ecco la Maratona!

CROCI DI BETULLA

 Volontari fiamminghi nelle Waffen SS 

Carlos Caballero Jurado

Brossura

Pag. 154 - cm. 13,3x21,4

Pubblicato nel 2013 da NovAntico 

 € 22,00 

Migliaia di volontari fiamminghi combatterono a fianco delle forze armate tedesche nel corso della Seconda Guerra mondiale; considerando la popolazione totale e il numero di volontari arruolati, in nessun'altra parte dell'Europa occidentale si ebbe una percentuale così alta di volontari come nelle Fiandre. Questa è la storia che ripercorre questo libro. Compito, questo, facilitato dall'impegno degli stessi ex-combattenti, che, a suo tempo, si erano radunati intorno ad una società di mutuo soccorso, la "Sint - Maatersfonds", creato una magnifica rivista che viene ancora pubblicata ("Berkenkruis") e oggi dispongono di una loro casa editrice. Il nome della loro rivista"Berkenkruis" evoca le austere croci di legno di betulla sotto le quali giacciono sepolti i numerosi fiamminghi caduti per le Fiandre e per l'Europa sul fronte orientale.

YAMATO

 L’anima del Giappone nelle pagine della rivista YAMATO, 1941-43 

a cura di Ernesto Zucconi

Brossura

Pag. 272 - cm. 21x24,5

ISBN 978-88-98996-48-3

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

                                        € 30,00 

Il mensile italiano YAMATO (nome classico del Giappone), vide la luce nel gennaio 1941.

La rivista era diretta dal prof. Pietro Silvio Rivetta (che si firmava “Toddi”), uomo di vasta erudizione e profondo conoscitore della lingua nipponica. Il comitato di redazione era formato da due altri personaggi di elevata cultura: l’Accademico d’Italia Giuseppe Tucci e l’Ambasciatore Giacinto Auriti. Queste tre persone costituivano la spina dorsale del periodico, firmando gran parte degli articoli.
La conduzione della rivista evidenzia la capacità – e il merito – di averla resa un accattivante e multiforme veicolo informativo sin dall’approccio, foriero di un appassionante, prezioso, compiuto itinerario attraverso la storia secolare, i costumi, l’arte, il sentimento religioso, la straordinaria sensibilità di un popolo del quale, a parte pochissimi viaggiatori e studiosi, l’Occidente non conosceva prima se non qualche forma esteriore.

 

AL MANAR

 La Guerra Psicologica di Hezbollah 

Federico Prizzi

Prefazioni di Daniele Lazzeri, Mohamed Noureddine, Franco Cardini, Khrais Talal

Pag. 192 con 67 illustrazioni a colori

cm. 13,3x21,4

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

€ 22,00

 

Questo libro, basato su una lunga ricerca sul campo svolta in Libano dallo storico livornese Federico Prizzi, dimostra come la “Guerra dei 33 giorni”, combattuta nel 2006 e chiamata anche la Sesta Guerra arabo-israeliana, possa essere considerata oggigiorno l’esempio più concreto di guerra psicologica asimmetrica nell’Era dell’Informazione. Questo perché, pur non rappresentando la prima guerra mediatica del XXI˚ Secolo, fu caratterizzata dalla capacità di entrambi i belligeranti di trasportare efficacemente la loro lotta sullo scacchiere internazionale al fine di ottenere il consenso dell’opinione pubblica mondiale.
Lotta che, come dimostrato dalla guerra civile in Siria, dagli attacchi di Hezbollah in Spagna e in Bulgaria, così come da quelli falliti in Thailandia, Azerbaijan, Kenya, Turchia e Cipro, è combattuta sempre più a livello globale.
Il testo, inoltre, è arricchito dalle prefazioni di autorevoli studiosi ed esperti d’area quali Daniele Lazzeri (Direttore Responsabile della rivista di geopolitica “Il Nodo di Gordio”), Mohamed Noureddine (Director of Center For Strategic Studies di Beirut), Franco Cardini (Professore ordinario di Storia Medievale presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane), Khrais Talal (giornalista libanese di Al Manar accreditato in Italia presso il Ministero degli Affari Esteri).

ORDINE NUOVO - 1956-57

Prefazione di S. Pessot

Brossura 

Pag. 292 - cm 21x29,7

ISBN: 978-88-98996-43-8

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

 € 30,00 

Questo secondo volume presenta l’intera annata 1956 e l’unico numero del 1957 con cui si conclude la raccolta di Ordine Nuovo.

Dal punto di vista grafico, ferma restando la generale impostazione della rivista, ne risulta una leggibilità migliore per l’uso di caratteri a stampa più grandi.
Gli articoli continuano a mantenere ben vivo l’interesse destato dalla collezione dell’anno precedente, approfondendo argomenti pressanti e ampliando gli orizzonti tematici così da sviluppare una linea di pensiero robusta e qualitativamente elevata, che oggi è possibile studiare in maniera esaustiva e necessaria obiettività per comprendere le spinte ideologiche – e ideali – che nutrivano quei giovani. Giovani, la maggioranza dei quali era sotto i trent’anni e pertanto ricchi ancora di quella spontanea generosità che non richiede riconoscimento alcuno; immuni da quelle ambizioni di affermazione personale che gravano sulle persone d’età più matura, solitamente inclini al compromesso e gelose delle posizioni raggiunte.
Di qui la polemica coi vertici del M.S.I., di cui avvertivano il progressivo allontanamento dalle loro attese, e che, come sempre accade, da “movimento” si andava trasformando in struttura rigida, sempre meno aperta alle forze fresche dei gruppi giovanili che sin’allora vi si erano riconosciuti e che adesso, con le loro schiette istanze, muovevano ben motivate obiezioni.
Emblematica, a tal riguardo, l’articolata accusa di Silvio Vitale, pubblicata nel numero 9 di Ordine Nuovo del settembre 1956 e riproposta nel presente volume:
Non può farsi politica se non per termini inequivoci ed estremi. È questa una proposizione che dovrebbe essere ovvia non solo dal punto di vista ideologico e finalistico, ma anche da quello strettamente relativo al metodo e all’azione di un partito.
Tuttavia la vecchia classe dirigente del Movimento l’ha senz’altro ignorata e mostra ancor oggi, nonostante le chiare lezioni date dalla realtà dei risultati politici e delle cifre elettorali, di essere cronicamente incapace di concepire una funzione ed uno scopo al di fuori della struttura e del meccanismo del regime costituito, un livello umano che non sia aderente alla piattaforma conformista. E così chiudeva:
Il futuro in conclusione potrà risolversi nel grigio e fatuo schema della democrazia o, per la volontà dei migliori, esprimersi nel contrasto eterno tra le forze tradizionali e la sovversione democratica. Solo nel secondo caso potremo dire di aver servito la fede e l’idea per cui nacque il Movimento Sociale Italiano.
Da notare quel “sovversione democratica” che farà rabbrividire tutti i benpensanti intossicati dal martellamento mediatico finalizzato a imporre la democrazia – di per sé forma di governo come tante, né migliore né peggiore di altre – come un comandamento divino, unica e sola possibilità consentita di convivenza civile.
La voce di quei giovani non si spense, ma non ebbe più quella diffusione che essi speravano perché il loro primo, diretto interlocutore aveva staccato la spina. Fu così più agevole, per miopia o cattiva volontà della dirigenza missina, ad altre forze politiche assumere un ruolo egemone anche in campo culturale.

Ernesto Zucconi

ORDINE NUOVO - 1955

Prefazione di S. Pessot

Brossura

Pag. 204 - cm 21x29,7

ISBN: 978-88-98996-62-9

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

€ 25,00

Il presente volume contiene l’attesa riproposta integrale della prima annata di Ordine Nuovo, Mensile di politica rivoluzionaria. A questa iniziale raccolta farà presto seguito la seconda – a completamento della serie – che comprenderà la collezione dell’anno 1956 e il numero del gennaio 1957. Ordine Nuovo era stampato in formato A/4, lo stesso di questa edizione, e vide la luce nell’aprile 1955. Il costo della pubblicazione era di 100 lire la copia. Pino Rauti vi figurava come direttore politico e responsabile. Pur nel limitato numero delle pagine - una ventina ogni fascicolo – l’ebdomadario era denso di contenuti, spartanamente privo di immagini e con qualche rara pubblicità, cosa che oggi, in considerazione della linea ideologica portata avanti in chiave decisamente alternativa al “sistema”, fa pensare ad inserzionisti piuttosto coraggiosi. La presentazione di Ordine Nuovo, firmata dallo stesso Rauti con l’impegnativo titolo L’onore è fedeltà (non a caso evocazione del motto della Waffen SS), è testimonianza di una chiara e compiuta sintesi di ciò che il periodico intendeva prefiggersi attraverso gli scritti dei suoi collaboratori: una visione del mondo caratterizzata da valori spirituali non adusi a compromessi con le seduzioni di una società fondata sul materialismo, pur restando nella vigile concretezza della realtà quotidiana. Significativa, a tal proposito, la frase che si legge a conclusione dell’editoriale di Rauti, tratta da una lettera, scritta da Hermann Göring poco prima del suicidio nelle carceri di Norimberga, a Winston Churchill e fino ad allora rimasta inedita: “Noi prendemmo i nostri posti e agimmo ognuno secondo la propria legge. Io, secondo la Nuova Legge per la quale questa Europa è già troppo vecchia. Voi, secondo la Vecchia Legge per la quale questa Europa non è più importante nel mondo”. No, non vivevano sulle nuvole i giovani di Ordine Nuovo, i Clemente Graziani, i Silvio Adorni, i Paolo Andriani, i Piero Vassallo e colleghi tutti, ragazzi colti e preparati sugli argomenti più differenti via via affrontati. Per constatarlo è sufficiente sfogliare la rivista che, articolo dopo articolo, non soltanto mette in luce le contraddizioni e i guasti del modernismo e, con rara competenza, ne analizza le ragioni; bensì, costantemente essa propone una variegata gamma di tematiche la cui importanza e sconcertante attualità è sotto gli occhi di chiunque, indipendentemente dalle scelte ideologiche, non abbia il capo affondato nella sabbia.

Ernesto Zucconi

OPERAZIONE BARBAROSSA

Paul Terlin

Brossura

Pag. 218 - cm.13,3x20,5

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

 € 22,00 

A due anni dal grande successo de “La Neve e il Sangue” la Novantico Editrice pubblica un secondo libro scritto da Henri Moreau, in arte Paul Terlin, pluridecorato sottufficiale della 28ª Divisione SS “Wallonie”. Intitolato “Operazione Barbarossa o il suicidio della Wehrmacht” costituisce un vero e proprio inedito in Italia, un testo imperdibile per tutti gli appassionati dell’epopea di Leon Degrelle e dei volontari valloni sul Fronte Russo. Un libro agghiacciante e brillante che presenta al lettore un’analisi spietata, ma veritiera, degli errori commessi durante l’Operazione Barbarossa dallo Stato Maggiore tedesco. Scritto in maniera scorrevole e appassionante si basa sulle interviste svolte da Terlin a sei alti generali tedeschi nei campi di concentramento di Garmisch-Partenkirchen (1945), Heersching (1946) e Darmstadt (1947). Seppure mutilato, con l’aiuto dei suoi camerati, Terlin annota e consegna alla Storia le lunghe dichiarazioni dei suoi illustri compagni di prigionia: i Generali Schittnig, Drechsel, Schreiber, Blumentritt, von Unruhe e Gille. Ufficiali questi che conobbero da vicino non soltanto i drammi del Fronte dell’Est, ma anche lo stesso Hitler in quei momenti cruciali.

ANDENKEN

 Ricordo - 29ª Division Grenadier Waffen SS 

Giuseppe Vassalli 

Brossura

Pag. 214 - cm 13,3x20,5

ISBN: 978-88-98996-27-8

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

 € 20,00 

 

Questo racconto non è la mera rievocazione reducistica di episodi bellici, ma è il diario intimo della rivisitazione di momenti di un giovane che, al momento di arruolarsi (giovanissimo legionario dell 29° Grenadier Divisione Waffen SS Italiane)), vide nel Nazionalsocialismo la continuazione dell'idealismo mistico fascista. E' un diario spirituale, avvolto in una nobile tristezza per l'immeritata sconfitta vissuta con grande dolore e tormento, in cui la scarna descrizione degli avvenimenti è accompagnata da riflessioni, constatazioni e analisi filosofiche. Il testo è completato da parecchie fotografie, pientine, un glossario e da nazionalità, insegne, distintivi e gradi delle Waffen SS.

DON EMILIO E LA FALANGE LIBANESE

Emilio Del Bel Belluz 

Brossura

Pag. 268 - cm.13,3x20,5

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

 € 22,00 

Continuano le avventure di Don Emilio, il guareschiano personaggio creato dallo scrittore mottense Emilio Del Bel Belluz che tanto successo di pubblico ha avuto con i suoi racconti narrati ne “Il Camerata Don Emilio”.

Questo libro vede l’energico parroco di campagna alle prese con un volontario italiano che, agli inizi degli anni ’80, va a combattere nel Libano sconvolto dalla guerra civile per arruolarsi nella “Forze Libanesi”, braccio armato dei falangisti comandati da Bashir Gemayel. 
Ed è proprio grazie al suo protagonista, militante del Fuan triestino, che il Del Bel Belluz ci racconta i fatti realmente accaduti in quella terra non troppo lontana che ha visto i cristiani di Oriente difesi dai crociati del XX secolo, i guerrieri del Kataeb.
Il testo, inoltre, è arricchito da una lunga analisi sulla Guerra civile libanese (1975-1990) con una cospicua documentazione fotografica, in parte inedita, scritta e curata da Federico Prizzi direttamente da Beirut. Città ove lo storico livornese si trova per una ricerca archeologica incentrata su El Khader, “il Verde”, sempre giovane e immortale.

FRATELLI DI GRADINATA

Rossella Sereno 

Brossura

Pag. 124 con immagini a colori

cm. 13,3x21,4

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

 € 16,00 

“È la “mentalità ultras” che li distingue dal tifoso appassionato, un insieme di idee e valori che trovano riscontro anche nella vita quotidiana. Un modo di concepire il calcio in maniera estrema, forte, a volte provocatoria, dove trovare e difendere sentimenti come l’amicizia, l’orgoglio, l’onore”.

GLI IRRIDUCIBILI DEL CIELO

 Piloti dell’A.N.R. 1943-45 

Mario Montano

Brossura

Pag. 152 - cm. 13,3x21,4

ISBN: 978-88-98996-07-0

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

 € 18,00  

Questo libro non è un racconto biografico, né un saggio di storia di quel travagliato periodo, ma la storia di una gioventù audace ed eroica che per l'Italia donò la vita. Sono queste pagine di fatti eroici vissuti, storie realmente accadute, molte delle quali vissute personalmente, negli anni della guerra, dal 1943 al 1945, dei piloti italiani che volavano sui cieli del nord: dagli attacchi in un giorno qualsiasi del mese di maggio 1944 alla morte del cane di Gorrini, Flak, che così gli aveva salvato la vita. Il volume è completato dagli elenchi dei piloti e da alcunee immagini originali.

I FIGLI DEL SOLE

 Storia di un pensiero eclissato 

Sergio Pessot - Piero Vassallo 

Brossura

Pag. 288 - cm. 13,3x21,4

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

 € 22,00 

Questo libro testimonia una realtà che i più ignorano, rappresentata da un’élite di giovani e giovanissimi cresciuti nell’Italia di Mussolini i quali, nell’immediato dopoguerra, non accorsero ad ingrossare le file del redditizio antifascismo

(e ciò spiega il silenzio su essi calato), ma neppure si cullarono all’onda di sterili rimpianti per esperienze d’altronde impossibili a ripetersi.
Invece, con occhio attento al presente di rovine materiali e morali e coi piedi saldamente poggiati sulla terra, nutriti di alti ideali e sostenuti da un grande amor di patria, essi diedero avvio ad una lunga stagione di articolati dibattiti a tutto campo, rivelando solide basi culturali ed una maturità di pensiero che, in considerazione della loro verde età 
(molti non erano neppure maggiorenni), oggi non può che lasciare stupefatti.
Opportunamente gli Autori della presente ricerca l’hanno corredata, a conclusione dell’affettuoso profilo dedicato a ciascuno dei protagonisti e comprimari, di un’utile sezione antologica atta a dimostrare la ricchezza di energie intellettuali profuse, da posizioni di emarginazione, 
al servizio del Paese.

(Dalla prefazione di Ernesto Zucconi)

I MITI DEI CELTI D’IRLANDA

 La battaglia di Mag Tured 

A cura di Carlo Bonifanti

Brossura

Pag. 150 - cm. 13,3x21,4

ISBN: 978-88-98996-54-4

Pubblicato nel 2012 da NovAntico

 € 15,00 

La mitologia irlandese affonda le sue radici nella notte dei tempi e ad alimentare l’albero della tradizione indoeuropea, insieme ai miti greci, latini e germanici.

È quindi una lontana parente della letteratura fantasy, vero e proprio genere culturale prima ancora che letterario (si pensi alla musica e al cinema), nato come “prodotto di nicchia” ma, da almeno tre decenni, diventato una vera e propria moda con le inevitabili conseguenze di volgarizzazione, banalizzazione e mercificazione.
I testi proposti nel presente volume appartengono all’Età aurea d’Irlanda, che ci ha tramandato preziose informazioni sulle antiche divinità  e sulle stirpi che si avvicendarono nell’isola, dando origine al popolo irlandese.
Occorre quindi leggere questi testi con l’atteggiamento riservato allo studio (ed alla meditazione) di ogni scrittura avente forte valenza mitico-religiosa come il Mahabharata indiano, i Mabinogion gallesi, l’Edda germanica e il Kalevala finnico.
Il lettore potrà quindi gustare, oltre alle vicende narrate, il linguaggio, lo stile e la poetica di una tradizione tuttora presente nella cultura europea, integratasi armonicamente con la dottrina cristiana o parodisticamente presente in alcuni improbabili (ed impossibili) tentativi di recupero della tradizione druidica, nella maggior parte dei casi sprofondati nella melassa New Age.

C.B.